I social network hanno rivoluzionato il modo di comunicare. Una rivoluzione però non proprio positiva visto che ad oggi la maggior parte delle persone si informa tramite Facebook, leggendo e diffondendo notizie provenienti da fonti quanto meno discutibili. Bufale e idiozie varie fanno breccia nelle menti di molti e così ti ritrovi a leggere delle castronerie incredibili. Basti Pensare alle migliaia di frasi mai dette attribuite a personalità del mondo contemporaneo o del passato: Putin, la Boldrini, Che Guevara… a chiunque viene attribuita qualsiasi affermazione… e la gente le diffonde senza un minimo di controllo.

Ed è chiaro che personaggi controversi come Benito Mussolini, vengono esaltati sul web con affermazioni spesso lontane dalla realtà. Scopo di questo articolo… è quello di confutare, mano mano che le trovo, quelle “Notizie storiche” infondate o travisate. Cominciando dalle più diffuse:

Il Duce ha istituito la pensione

Inesatto:

Nel 1898 la previdenza sociale muove i primi passi con la fondazione della Cassa nazionale di previdenza per l’invalidità e la vecchiaia degli operai (CNAS). Si tratta di un’assicurazione volontaria integrata da un contributo di incoraggiamento dello Stato e dal contributo anch’esso libero degli imprenditori.

Nel 1919, dopo circa un ventennio di attività, la Cassa ha in attivo poco più di 700.000 iscritti e 20.000 pensionati. In quell’anno l’assicurazione per l’invalidità e la vecchiaia diventa obbligatoria e interessa 12 milioni di lavoratori. È il primo passo verso un sistema che intende proteggere il lavoratore da tutti gli eventi che possono intaccare il reddito individuale e familiare.

Nel 1933 la CNAS assume la denominazione di Istituto nazionale fascista della previdenza sociale, ente di diritto pubblico dotato di personalità giuridica e gestione autonoma che, dal 1943, diviene definitivamente Istituto nazionale della previdenza sociale.

Fonte: www.inps.it sito istituzionale

Nel 1927, in pieno periodo fascista, la legislazione previdenziale ebbe un nuovo impulso, quando, a seguito del riconoscimento giuridico dei Sindacati con la Carta del Lavoro, i contratti collettivi acquistarono efficacia “erga omnes” (cioè, verso tutti) e quindi tutte le clausole in essi contenute, comprese quelle sulla mutualità e sulla previdenza, trovarono applicazione più rigorosa ed estesa.
Tra il 1933 e il 1935 la Cassa Nazionale per la previdenza sociale viene riorganizzata e chiamata INFPS

Vengono introdotti gli assegni familiari per i figli a carico, necessari a compensare la riduzione salariale, a seguito della riduzione dell’orario di lavoro settimanale, e per incentivare lo sviluppo demografico.(L’accordo contrattuale dell’11 ottobre 1934 tra le confederazioni dei lavoratori dell’industria e le associazioni industriali viene recepito dal R.D. 11 giugno 1937, n.1048 e dal R.D. 21 luglio 1937, n. 1239). Vengono introdotte l’assicurazione obbligatoria per la tubercolosi e per la disoccupazione involontaria (R.D.L. 4 ottobre 1935, n. 1827).Nel 1939 viene introdotta la pensione di reversibilità a favore dei superstiti dell’assicurato e si abbassa a 60 anni per gli uomini e a 55 anni per le donne l’età per la pensione di vecchiaia (R.D.L. 14 aprile 1939, n. 636).

Quindi sicuramente il fascismo ebbe il merito di dare un impulso alla previdenza sociale, ma non fu “un’invezione” fascista.

Ringrazio Enrico A. per la doverosa puntualizzazione

I treni arrivavano in orario

Falso:

Questo avveniva solo perché la censura aveva buona cura di non esporre i dati relativi ai ritardi dei treni locali. Venivano presi in considerazione solo alcuni collegamenti espressi. Ma le testimonianze di giornalisti stranieri che si trovavano a girare nel nostro paese durante il ventennio sono ben diverse: parlano di un sistema ferroviario lontano dagli standard degli altri paesi europei e del tutto insufficiente alle esigenze del paese in tempo di pace… figuriamoci in tempo di guerra

Se volete dargli una letta… cliccate qui

Ha istituito la tredicesima mensilità

Falso:

La “Tredicesima” in Italia per tutti i lavoratori venne introdotta in due fasi: la prima, con l’accordo interconfederale per l’industria del 27 ottobre 1946, che la garantì anche a tutti i lavoratori del settore industria. La seconda, con il Decreto del Presidente della Repubblica del 28 luglio 1960 n. 1070 che fu estesa a tutti i lavoratori. Il regime fascista, invece, introdusse una gratificazione come regalo di Natale riservata esclusivamente ad alcuni lavoratori dipendenti delle industrie ai sensi del CCNL Industria – Impiegati del 5 agosto 1937 (art. 13). Contestualmente, si consolidava l’obbligo di straordinari che potevano portare fino a 12 ore lavorative al giorno non rifiutabili dal lavoratore. Un bel regalo per gli industriali che sostenevano il fascismo.

Si stava meglio, quando si stava peggio…

Classico luogo comune. Quante volte lo abbiamo sentito dire?

A seguito delle sanzioni internazionali inflitte nel 1936 all’Italia dalla Società delle Nazioni, a causa dell’invasione dell’Etiopia, il 18 novembre dello stesso venne istituito il “Giorno della fede” in cui gli italiani furono invitati,  a donare tutto il proprio oro alla Patria ricevendo, in cambio delle fedi nuziali  in ferro con la scritta “ORO ALLA PATRIA – 18 NOV.XIV”. Nonostante fosse previsto come gesto volontario, chiunque venisse colto a possedere oro proprio anche in casa, veniva perseguito come traditore e nemico della patria dalle squadracce, “ripassati” a manganello ed olio di ricino.
Furono raccolte complessivamente 37 tonnellate d’oro e 115 d’argento che furono inviate alla Zecca dello Stato come patrimonio nazionale. Poi però due damigiane piene di fedi d’oro furono trovate il 27 aprile 1945 dalla 52ª Brigata Garibaldi “Luigi Clerici” tra le ricchezze dei gerarchi fascisti in fuga con Mussolini.
Per sostenere la guerra in Abissinia ed Eritrea prima, quella al fianco dei tedeschi poi, venne imposta l’autarchia: tutti i prodotti di importazione vennero soppressi come la maggior parte del grano utilizzato per la pasta e sostituito dal riso “italico”, come ad esempio il caffè, sostituito dal “surrogato” fatto con cicoria tostata e il the, sostituito dal “coloniale” karkadè… un insieme di misure che complessivamente peggiorarono di molto la qualità della vita del popolo italiano.
Nel 1938 il reddito di un operaio italiano era pari ad un terzo di un omologo francese.

 

(PAGINA SEMPRE IN AGGIORNAMENTO)