La paura dell’Orso Russo

Viviamo in  un’epoca in cui dopo quasi 30 anni di oblio comincia a riaffacciarsi sulla scena il “pericolo Russo”. Dai tempi di Carlo Magno, passando per Napoleone, Hitler fino alla Guerra Fredda, la Russia è sempre stata vissuta come una minaccia. Analizzare oltre 1200 anni di storia non è possibile, ma focalizzando l’attenzione su un periodo di tempo limitato, come l’ultimo conflitto mondiale è un po’ più semplice.

Nell’immaginario collettivo diffuso in occidente l’idea che l’ultimo conflitto mondiale si concluda con una vittoria del mondo libero grazie al decisivo apporto degli Stati Uniti è universalmente accettata. Ed è innegabile che l’apporto degli USA fu decisivo per le sorti del conflitto.

Ciò che viene ignorato dai più è però il fatto il teatro dove la guerra fu combattuta con la maggiore intensità fu sul fronte orientale. Il tributo di sangue versato dall’Unione Sovietica fu enorme: a fronte dei 450.000 americani caduti nel corso della seconda guerra mondiale, i sovietici ebbero ben 27.000.000 di morti tra militari e civili. Senza contare le devastazioni subite nei territori europei dell’Unione Sovietica che a differenza degli Stati Uniti non vennero minimamente toccati dalla guerra in casa propria.

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Italiani, brava gente

A.D. 1997. ricordo quell’estate in Grecia. Di ritorno da un giro nelle isole dell’Egeo, fummo ospitati da una alcuni amici ad Atene per un paio di giorni prima di ripartire per l’Italia. In quella occasione vidi un film: Mediterraneo di Gabriele Salvatores. Avevo già visto questo film, ma vederlo lì faceva tutto un altro effetto. In questo film l’occupazione italiana viene descritta in modo romantico, a tratti comico, come un’occupazione benevola, tranquilla, amichevole. Spesso infatti si è sempre cercato un distinguo con i nostri alleati tedeschi in tempo di guerra, che sono universalmente riconosciuti come brutali e feroci. Studiando un po’ però ci si rende conto quanto l’occupazione Italiana della Grecia e delle altre zone occupate fu tutt’altro che benevola.

Così come il colonialismo italiano non fu molto diverso dal colonialismo attuato dalle altre nazioni europee nei propri possedimenti. Basti pensare che durante la guerra di Etiopia le nostre forze usarono l’iprite, così come lo stupro delle donne etiopi non fu solo tollerato, ma fu anche oggetto di una propaganda di dubbio gusto.

Gli italiani, come tutti gli altri popoli coinvolti in una guerra, hanno compiuto atrocità e soprusi. Perché forzare invece l’immaginario collettivo e tacere su questa evidente realtà?

«So che a casa vostra siete dei buoni padri di famiglia, ma qui voi non sarete mai abbastanza ladri, assassini e stupratori» (Benito Mussolini ai soldati della Seconda Armata in Dalmazia, 1943)

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Quando c’era “Lui”: Miti, bufale e leggende

I social network hanno rivoluzionato il modo di comunicare. Una rivoluzione però non proprio positiva visto che ad oggi la maggior parte delle persone si informa tramite Facebook, leggendo e diffondendo notizie provenienti da fonti quanto meno discutibili. Bufale e idiozie varie fanno breccia nelle menti di molti e così ti ritrovi a leggere delle castronerie incredibili. Basti Pensare alle migliaia di frasi mai dette attribuite a personalità del mondo contemporaneo o del passato: Putin, la Boldrini, Che Guevara… a chiunque viene attribuita qualsiasi affermazione… e la gente le diffonde senza un minimo di controllo.

Ed è chiaro che personaggi controversi come Benito Mussolini, vengono esaltati sul web con affermazioni spesso lontane dalla realtà. Scopo di questo articolo… è quello di confutare, mano mano che le trovo, quelle “Notizie storiche” infondate o travisate. Cominciando dalle più diffuse:

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Tuning Motore FMX

Ancor prima di dedicarci all’elaborazione di questo storico motore occorre riportarlo alle condizioni originali, rimuovendo l’AIS AIS sta per Air Injection System, Sistema di Iniezione di Aria (secondaria)

Dietro questo acronimo così esotico, si nasconde un sistema ideato nella seconda metà degli anni 60 per ridurre le emissione dei motori a benzina alimentati a carburatore che permise di posticipare l’adozione dei complessi (e costosi) sistemi ad iniezione.

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Centos 7 – forzare risoluzione video

Talvolta, anzi spesso, capita di dover accedere al proprio PC da remoto. Che si usi teamviewer o un altro prodotto come VNC, se lo schermo è spento oppure collegato ad una KVM, il PC dopo il boot vi darà solo una risoluzione standard (1024×768) spesso inadeguata per lavorare.

Si può risolvere il problema forzando una risoluzione diversa con pochi semplici passi

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Honda FMX 650 Tuning

La Honda FMX 650 è stata un moto incompresa. Presentata nel 2005 fu giudicata un flop ed uscì dalla produzione, forse prematuramente, nel 2008. Ufficialmente perché il motore (il glorioso RFVC delle varie XL, Dominator, SLR) non era in grado di rientrare negli stringenti parametri Euro 3. Nella realtà perché venne stroncata dalla stampa di quel periodo.
In una classifica stilata dalla storica rivista Motorrad nel 2007 era al 15° posto delle moto flop degli ultimi 20 anni. Abbastanza ingiustamente, a mio modo di vedere…

Motivo della sua bocciatura fu essenzialmente il gap prestazionale con i modelli proposti da altre case. Ora personalmente ho avuto la fortuna di avere tutti i modelli con cui venne confrontata e che sulla carta patinata la umiliarono: nello specifico Yamaha Xt660X, Suzuki DRZ-400 e Husqvarna SM 610.

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Aria2 su QNAP ARM x31 e x19

Scopo di questa guida è quella di installare Aria2 come download manager.
Ho sempre apprezzato nella Download Station fornita da QNAP la possibilità di scaricare Torrent e URL HTTP, cosa che altri client Torrent non fanno (come Transmission che resta il mio preferito)
Ma la Download Station ha dei limiti che tutti conosciamo
Aria2 è considerata l’utility più flessibile per lo scaricamento dei file in ambiente Linux,
in quanto può gestire tutti i protocolli di trasmissione dati.
Per i QNAP Intel vi consiglio questo post sul forum ufficiale QNAP
Da lì è possibile scaricare il pachetto che installa tutto il necessario.
Per i processori ARM, invece, occorre farlo manualmente…..

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Xiaomi Flash – The Linux Way

Come terminali Android ne ho provati diversi. Alla fine è da un paio di anni che resto fedele alla Xiaomi, sia per la qualità dei prodotti sia per l’abitudine che hanno di supportarli per anni anche dopo l’uscita dalla produzione

Unico neo: i firmware sono cinesi e, al momento, un solo modello (il Mi5) è supportato con un firmware multilingua. Ma per fortuna su xiaomi.eu ci sono i firmware europei.La rete pullula di guide per il flashing di questi terminale da Windows, ma su Linux le informazioni sono frammentarie… e l’operazione di per se è molto più semplice.

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Fedora 24 Lenovo S21e-20

Ho sempre preferito lavorare su PC Lenovo. Normalmente uso infatti un T430 (comprato di seconda mano) un’ottima macchina ancora oggi nonostante abbia già qualche anno.

Per utilizzi casalinghi meno estremi cercavo qualcosa di meno impegnativo, ideale per andare sul web, leggero e abbastanza veloce.

Girovagando sulla rete trovo su Eprice.it a 185€ una macchina di tutto rispetto.

Lenovo S21e-20 datasheet

Unico problema, preinstallato c’è Windows 8.1 e visto che ha solo 32GB di Disco, è evidente che l’upgrade a Windows 10 lascerebbe ben poco spazio utile. E poi con soli 2GB di RAM le prestazioni saranno giocoforza ridicole.

Quindi mi accingo ad acquistarlo, ma prima verifico se qualcun’altro ha già installato una versione di Linux su questa macchina.

E già vedo che c’è qualcosa che non torna:

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